«martedì 30 settembre 2008»
«.new year»

During Rosh Ashona si accendono le candele una dopo l'altra, si prende the hollah bread e lo si spezza and then you pass it on. During Rosh Ashona si prendono spicchi di mela e hollah e si intingono nel miele, so to have a sweet year.
The sight of the girls sitting next to me and holding hands was the sweetest thing ever.

... I think it's a matter of choice, not obligation.


« 17.19 » - « »

«lunedì 29 settembre 2008»
«»

Oggi c'è il sole, e tutti quei pensieri che avevo ieri sera tornando a casa sono scomparsi.
I legami familiari sono quelli che mi fregano, ormai l'ho capito.
Sarà difficile tornare, ma c'è ancora una settimana e cercherò di non pensarci.
Ho le doc martens mostruosamente alte e ne vado fiera, ho la voce di Maaya Sakamoto nella testa ed il cd dei Blue October nel pc (di mia madre). Amo questa città con tutta me stessa, e solo ora mi rendo conto che è il mio rifugio personale.
So che è da megalomani, ma io quando ho bisogno di pensare parto, e questa città mi rilassa un sacco e mi fa sentire libera, in un modo che a Roma non riesco a tirare fuori per niente.
Sarà l'aria non pulita e la gente che non ti giudica, saranno i grattacieli e la lingua, sarà l'ammontare impressionante di sushi e sashimi nelle mie vene e nella panSia *_*


« 16.11 » - « »

«venerdì 26 settembre 2008»
«... Poor Tolkien»

Stitch: "Questa è mia famiglia. L'ho trovata per conto mio. E' piccola e disastrata, ma bella. Sì, molto bella."

Mom: "What's that, Harry Potter?"
Jei: "No, mom. It's Stitch."
Mom: "Ah,but it sounds like Harry -"
Jei: "It's NOT HARRY POTTER!"
Mom: "...my precioussss... it sounds like him!"
Jei: "Mom. MOM. THAT'S THE LORD OF THE RINGS! And you've READ it!"
Mom: "Yes, but I forgot! What's his name?"
Jei: "Gollum. He's Gollum."
Mom: "Ah, yes. Gollum. My pretty preccciousss.."


« 16.03 » - « »

«giovedì 25 settembre 2008»
«»

"Se ti scrivo solo adesso, un motivo ci sarò: Non è mica San Lorenzo,non ci sono stelle matte su sta piccola città."

Non lo so, quello che voglio.
E no,non lo so so,cosa mi basta.
Come sempre, vorrei qualcuno che si occupasse di me.

Ciao, C.
Ieri andando per strada pensavo a te.
Pensavo che io ti ho visto poco, troppo poco, e che mi sarebbe piaciuto conoscerti meglio, o comunque viverti di più.
Il tempo è una cosa che a me non basta mai, penso l'avrai capito.
Ora qui è nuvolo ed io mi sento fuori da tutto. Fuori da te, che mi dici che ti dispiace, ma per cosa poi?
Fuori da questa casa, fuori da questa città e le sue sirene.
Volevo far parte della tua vita. Tantissimo, volevo far parte della tua vita e stare nei locali con te e ridere con te e farmi accompagnare a casa.
Volevo baciarti, lo ammetto, per quella surging tide che mi ha preso al cuore e non mi ha lasciata.
Volevo prenderti per mano e guardare i lampioni spegnersi mano a mano che si avvicinava l'alba.
Io lo so, che non si può.
E non perchè un'altra donna stia dentro la tua testa e l'odore di lei non ti lasci, no.
Io lo so, che la mia è solo una fantasia e forse uno scorcio di favola, però mi piacciono per questo.
Per il fatto che abbiamo mangiato il gelato assieme e io volevo stare da sola con te, per il fatto che abbiamo camminato fino all'appartamento ed era troppo corta come strada, per il fatto che hai solo la radio in macchina.
Così quanto io non posso toccarti, tu non puoi toccare me e non puoi farmi male.
Quindi non dirmi che ti dispiace, dimmi solo che hai passato bei momenti con me e che non mi dimenticherai.


« 22.57 » - « »


«.New york city boy»

"Tornerò e lo sai. E sai anche che non si può sempre essere salvi."

New York è una donna stronza,che ti lascia un biglietto la mattina dopo essere stata a letto con te, con su scritto "I love you,whatever the case." e se ne va.
E tu per non perderla la devi rincorrere, le devi prestare attenzione e la devi osservare e devi ricordarti ogni suo movimento. Soprattutto quello.

Ho i piedi stanchi, ho una voglia scioCca di vedere Camille, nonostante io non apprezzi nè approvi ciò che la ragazzina fa, mai.
Sono un fiocco di neve, Hachi. Sono un fiocco di neve al quale non manca l'albero su cui prima era posato. Il mio cuore è insonorizzato, non sente quasi gli stimoli esterni se non quello della tranquillità e della meraviglia davanti a Central Park ed a un weeping willow.


« 1.09 » - « »

«mercoledì 24 settembre 2008»
«Hear the sound...»

...the angels come screaming down.

Ogni dieci minuti sento la vibrazione della metro che passa, a meno di un block da qui.
Non fa tanto freddo, e di questo sono abbastanza felice, almeno non devo bardarmi.
La giornata è soleggiata e non vedo l'ora di uscire, sono le nove e mezza del mattino e mi sento sfasata, non per il jet lag, ma per tutto il resto.
Mi fa strano vedere mia madre che usa un cellulare, mi fa strano vedere le valigie piene di libri e cose da portar via.
Mi fa strano essere qui in ottobre, e non a Natale. Mi fa strano cercare i capelli lunghi per farmi la coda e non trovarli e mi fa sorridere.
Mi fa un po' strano, tutto qui.

Sai,Hachi, mi sento come un fiocco di neve che cade sopra una distesa bianca. Mi sento sradicata.


« 15.27 » - « »

«martedì 16 settembre 2008»
«.VENTIQUATTROOO!»

« Yeah yeah,
yeah yeah,
keep going on!

Ok,ho preso ventiquattro e non ho altre canzoni a parte "LUCY", by ANNA Tsuchiya che mi sembrino abbastanza pompate per festeggiare, awww.
Il mio piccì è stato on per due giorni mentre io facevo la spola casavecchia-lavoro-estetista-casanuova-lavoro-dottore-casavecchia, cosìcche' ho avuto l'awwsorpresa di tornare e trovarmi la mail della proffe di spanish che mi diceva del voto (l'avrò talmente ammorbata in precedenza,mmh?). Per quanto non sia sto votone a me va bene tantissimo, si vede che oggi è una giornata fortunata *__*
Tra me e la Sal che è passata ad Architettura, brava piccia!, non so chi sia più felice...
Bon,vado a guardarmi qualcosa di rilasssssanteeeee e poi a nanna!


« 21.38 » - « »

«martedì 9 settembre 2008»
«hot»

Right, sono solo io ad avere così caldo e a sudare o è una cosa normale?
Well, I'm glad di poter girare mezzanuda per casa, visto che la mia camicia è appesa all'handle della porta-finestra in attesa dell'uscita post-cena.

Ebbene eccomi qui, quest'estate non è stata delle più esilaranti o tranquille, cosa che volevo tanto fosse.
Tre settimane in Spagna, Valencia. Città fantastica, corso di spagnolo fantastico e utile, ragazzi/e incontrati tanto bellini. Unica pecca, è stato uno struggle con la mia compagna di viaggio, tra insonnia e malori vari .__.* geez.
A parte ciò, lavoro da mio padre quale Archiviatrice Ufficiale di Pratiche 2000-2008, un po' la morte ma a parte il montòn di fogli molto interessante, almeno imparo qualcosa.
Esami da dare, (ma no!) poca voglia e molta paIura.

Sal.
Sabato mattina, ore dieci e qualcosa. Io sinceramente me l'immaginavo riccia e castana e giustamente si è presentata bionda e liscia. Poi dici, perchè non riconosci subito le persone (e ti sembra fare una figura di merda a menodue dalla sua conoscenza).
Ma anyway, aveva le scarpe da ginnastica per cui l'ho amata tanto e non ha avuto problemi a camminare per via Nazionale, parlando di tipi, di chat, di cosecheimieinonsannoenonsaprannomai, di "ma usi il mascara o hai le ciglia lunghe di tuo, perchè son tanto belline.", del profumo che mi sa tanto di Viareggio e di vecchie storie e persone, dell'accento toscano e della paura di non prendere il treno del ritorno, che ricordava così tanto me, circa due anni fa.
E' stata tanto dolce, la Sal, e mi ha ricordato come ci si possa trovare a proprio agio con un persona conosciuta grazie ad un blog, e ad emmessene, e a quanto questa possa avermi sopportato per averla trascinata dalla StarShop e dal negozio dark e poi da Feltrinelli, con un qualcosa come "Ti giuro,di solito non sono così!"

Ahn,thank you, Salomè.


« 17.00 » - « »

«domenica 7 settembre 2008»
«»

E' il ritorno, che ci salva.
Mi ricordo di averlo detto a qualcuno,tempo fa.

Così accade, ho riaperto.


« 13.48 » - « »